www.isicast.org - Didattica e Tecnologie (a cura di Roberto Bondi)



Roberto Bondi
Piano diffusione LIM - formazione MST - 2° incontro
traccia dello svolgimento (appunti per i partecipanti)

IC 14 Bo, 20 novembre 2009

Scaletta dell'incontro introduttivo del gruppo BO-Ovest/Pianura tenuto il 20 novembre 2009 presso l'aula dell'IC 14 Biancolelli.
Dotazione: lavagna Interwrite, connessione wired, software e-instruction/IW Workspace, PC portatile dell'istituto ospitante


l'incontro 2 della serie si articola quasi interamente sulle risposte a domande e proposte dei corsisti, che offrono spunti per considerazioni e approfondimenti di quanto delineato nel precedente [traccia precedente] incontro

1.
[nota di ordine tecnico] "DRIVER" e "SOFTWARE LIM vero e proprio"
Il driver è il software che permette al sistema operativo di riconoscere la lavagna come sistema di puntamento (ricordare: la lavagna in sè è un mouse, né più né meno). E' il driver che fa gestire ad esempio la calibrazione.
SE IL DRIVER NON FUNZIONA (ad es. è stato inavvertitamente chiuso, o non funziona correttamente dopo uno standby (o intervento salvaschermo) NON C'E' VERSO DI FARE NULLA, occorre riavviarlo.
In Interwrite recentemente è stato messa in maggior evidenza la differenza tra i due componenti software: "E-INSTRUCTION" è il software che contiene il driver e gestisce le periferiche, permette di vedere se la lavagna è connessa o no, permette di calibrare. Quando è attivo vediamo in basso a destra la sua icona, a fianco dell'orologio (possiamo cliccarla di destro per accedere al suo menu)
WORKSPACE è il software d'uso (annotazione, strumenti, gallery ecc.).
In molte soluzioni LIM commerciali questa separazione tra i due componenti non è esplicitata, e non è un bene.

2. [nota di ordine tecnico] mi si è bloccata la calibrazione :( !! (...il driver era attivo..., ...la penna mi sembrava carica..)  ....boh?! ne siamo usciti accendendo e spegnendo la lavagna, ma a volte occorre riavviare il computer.....  ...misteri!...

3. [rientriamo nel tema: usiamo la LIM per insegnare]
Vengono presentate e discusse alcune delle esperienze sviluppate dai corsisti e proposte sull'Edulab del corso nell'intervallo tra i due incontri. Le esperienze sono accessibili sull'Edulab di classe. Ne sono state scelte alcune come spunto di partenza per le considerazioni che seguono.

3a
G.dE. insegna matematica, e presenta in GWB una sua lezione sugli insiemi. Premessa: G.dE. ha iniziato ad utilizzare la lavagna da poche settimane, ma già la utilizza quotidianamente come strumento di scrittura al posto di quella tradizionale. Concorda sull'importanza dell'esperienza pratica diretta. L'esempio, vedi file pdf, viene presentato come introduzione in classe di un argomento non coperto dal libro di testo. Un appunto (pagine di testo) scansionato viene presentato sulla lavagna e segnato, sottolineato ecc. Le pagine seguenti rappresentano la proposizione di esempi ed esercitazioni che gli alunni svolgeranno sul quaderno: in sostanza la LIM è stata usata per sfogliare un libro digitale (che però ...non c'e'! ..e scansionando la docente ha provveduto da sè) ed annotarlo, la LIM ha svolto un ruolo di LENTE DI INGRANDIMENTO, focalizzando l'attenzione dei ragazzi sui dettagli e le esercitazioni via via proposte dal docente. Il primo consiglio è quello di far operare i ragazzi direttamente sulla lavagna, ad esempio risolvendo gli esercizi sulle associazioni in prima persona. Ma la docente ha già pensato a questo: sta seguendo una politica dei piccoli passi, è tutto nuovo, e il prossimo step è la chiamata dei ragazzi alla lavagna. L'esperienza mi permette alcune considerazioni su "le dimensioni della lavagna digitale e lo strumento scorrimento" [vedi sotto]

3b
G.C. insegna tecnica e presenta una sua esperienza sul concetto di "Modulo". Ha un file GWB contenente due videate grezze frutto del brainstorming svolto con gli alunni per introdurre il tema. Ha poi una serie di slides (formato: powerpoint) contenenti lo sviluppo della lezione da lui preparate [Formato SLIDE vs. formato LAVAGNA]?
La sua presentazione rilancia diverse considerazioni su come:

3c
M.S. insegna matematica e come il collega di tecnica appena citato aveva già avuto modo di incontrare la lavagna in una precedente esperienza (progetto Schoolsuite), ma non in una collocazione di classe. E' un lavoro sulla circonferenza presentato in GWB che illustra l'interazione tra un software di geometria dinamica (Cabri), il software LIM (Interwrite), Google/wikipedia.
M.S. ha utilizzato "live" in classe Cabri Geometre per sviluppare il lavoro (ma dichiara di conoscere e lavorare spesso sul software libero di geometria dinamica "Geogebra"). Con il SW LIM ha proceduto a "catturare" i momenti topici utilizzando le aree bianche per commentare le immagini catturate, e creare un appunto più significativo. l documento prodotto ci fa solo intuire come il cuore della lezione fosse l'uso dinamico del software specifico (vedi considerazioni incontro 1 su LIM e documentazione), ma anche come la LIM permette di combinare l'esperimento in corso [ad es. il centro della circonferenza è stato calcolato con Cabri intersecando gli assi delle due corde] con una sorta di stop motion che consente al docente di intervenire commentando e chiosando i passaggi. E' anche interessante come la pagina di Google, giustamente definita "brutale" da M.S. che l'ha presentata, ci fa sottolineare un'implicazione non così ovvia dell'uso della LIM in rete. M cerca la definizione di Pi greco con Google/Wikipedia: interessa solo la sequenza di n decimali e due aggettivi che definiscono il numero. Poteva prendere qualsiasi libro o supporto per farlo, ma il valore della LIM è quello di sottolineare la naturalezza del ricorso alle fonti di rete per raccogliere un'info specifica. Sottolineo un altro aspetto confermato dalla brutalità della cancellazione della pagina Wikipedia che al momento non serve: il docente prende da "internet" l'info necessaria, la estrapola dal suo contesto originario e la inserisce nel proprio flusso di lavoro. Immaginiamo l'impatto di esempi di questo tipo qualora venissero usati a raffica nel corso della mattinata, sulla LIM, da docenti diversi in discipline diverse, su un insieme di alunni che si stanno sempre più autoconvincendo che l'uso della ricerca in rete sia quel trova-stampa-consegnaalprof che torna così comodo e ..gratis! [...tanto il prof non ne sa mezza, di internet...]
Di nuovo, è quella politica dei passi minimi che, credo, può sicuramente portare all'acquisizione non effimera delle tecnologie e della comunicazione digitali nella scuola, in vista delle quali la LIM è ora lo strumento.
Ecco la versione pdf del file presentato da M.S.

4. [dalla tecnica alla didattica a un tema tecnico organizzativo: scambiare file con gli alunni - e con i colleghi, aggiungo]
 
Nella discussione delle tre esperienze viste è emerso un tema comune [in realtà gli interventi sul nostro edulab lo avevano già sollevato]. Bene che la lavagna ci permette di ottenere file, che sono il presupposto del passaggio e della consegna di lavori e compiti con gli alunni, ma come faccio materialmente a scambiare file con la classe?
Diversi i modi e gli strumenti:
5. ..youtube
Digito il più classico degli argomenti di matematica per la scuola media: teorema di pitagora. Tra i primi esce questo video. Diversi dei presenti in aula non sembrano conoscere youtube e le sue risorse al di là delle generalità di massima del servizio. O meglio, non hanno mai seriamente pensato di utilizzarlo in classe, inserito nella pratica della loro attività docente.
Chiaro che anch'io non porteri una classe in aula video per mostrare un video di 40 secondi. Ma se ho la lavagna pronta in classe il discorso cambia. Il video diventa una pillola assai funzionale al discorso che sto, con i vari strumenti del PC/lavagna, portando avanti.
Ma questo apre a molte ed interessanti considerazioni, per cui riprenderemo ed approfondiremo il discorso nel prossimo incontro.

NOTE ed AGGIUNTE

a)
il formato fisico della LIM
L'ardesia ci ha abituati ad una forma allungata, orizzontale, fissa, spesso "ultracinematografica" se sono normali ad es, rapporti 2,5:1, 3:1.
La LIM distribuita ha quasi sempre una superficie 4:3 (in dim. reali 180 x 120, + o -).
I sofware LIM permettono al docente una grande conquista: andare oltre la dimensione fisica a disposizione, attraverso artifizi software che permettono di scorrere la pagina. Ad esempio G.dE. nel suo esempio ha ampiamente utilizzato questa possibilità allungando verso il basso le sue pagine
[nota tecnica, in InterWrite lo scorrimento si chiama "pagina panoramica" e lo strumento per accedervi/gestirla ha la forma di una doppia freccia sul bordo basso/destro della pagina corrente e di una mano bianca].
Bene sperimentare le possibilità tecniche dello strumento a nostra disposizione. Ma invito a considerare la cosa in vista del possibile uso ulteriore dei file prodotti dalla LIM. Gli alunni (ma non necessariamente loro) utilizzeranno i file forniti su schermi PC?, sui loro cellulari/ipod?, nuovi device (lettori ebook) o simili? stamperanno su carta (al 99% A4)? Sono tutti impieghi che vedono ottimale una forma rettangolare con un rapporto 4:3 -16:9. Allora può essere opportuno limitare l'uso di pagine allungate o allargate, preferendo una volta terminato lo spazio l'inserimento di una nuova pagina: la LIM consente il passaggio veloce ed immediato da una pagina all'altra. Rende l'idea anche l'analogia con la pagina web: in costruzione è consigliabile orientarsi su più pagine contenute singolarmente sullo schermo dell'utente-lettore, se si può evitare di imporgli il ricorso alla barra di scorrimento, specie quella orizzontale.

Ad esempio: si veda il file pdf dell'esperienza di GdE. E' stato esportato direttamente da Workspace: la scelta di utilizzare al "vista panoramica" (=pagina allungata) la pago subito nell'ottenimento della documentazione nel modo più semplice possibile.
Le cose non migliorano tanto se, con un artifizio, ottengo questo file (ho chiesto di "stampare su pdf" ricorrendo alla stampante virtuale installata sulla macchina,  scegliendo poi l'orientamento verticale delle pagine) ^

b)
Software LIM vs. Powerpoint
Ero già intervenuto sul tema in appendice ad un intervento a DoceboTech (link).
G. ha presentato il lavoro ordinato sui moduli (presentazione powerpoint). Se usa powerpoint per presentarlo in classe sfrutta la sola presenza hardware della LIM, già di per sè più comoda della chiamata in classe del carrello con il videoproiettore -se c'e'- o dell'andata in aula video (..ma vuoi mettere dover richiamare il carrello, posizionarlo, accendere il videoproiettore ecc.). Utilizza gli effetti di transizione che ha volutamente inserito nelle slide. Sono pochi gli spazi di interazione nel powerpoint: in qualunque momento però può usare il software LIM per segnare ed intervenire su una singola slide. Alla fine rimarrà il file .ppt inalterato, ed una serie monca di "lavagnate" (solo quelle sulle quali è intervenuto).
Ma può anche utilizzare il software LIM (che nel caso di Workspace è in grado di aprire i file .ppt trasformando ogni slide in una "lavagnata"). Ma in questo caso perde le transizioni, sulle quali aveva investito tempo e alle quali aveva volutamente affidato una funzione comunicativa e didattica. Ogni "pagina" però è modificabile e si salverà la sequenza completa.
E' diversa la natura dei programmi: PPoint nasce a supporto dell'intervento frontale, unilaterale. Il software LIM favorisce, pur lasciando in questo caso un'impostazione di base "frontale", un uso attivo, a più mani. Lavorando con classi di scuola media è senz'altro questa la via da perseguire. Ecco il file.ppt presentato da G.C.
Ad esempio, la base di partenza di G. può essere meglio adattata ad un uso lim sostituendo le slide dove la "modularità" viene illustrata con la diversa combinazione di componenti già costruita dal docente con una pagina "aperta" del SW LIM dove ci sono diversi elementi (es. i cubi delle slide di G.) che vengono combinati sulla superficie interattiva della LIM sul momento, dal docente stesso o dagli alunni chiamati alla lavagna.^

c)
Software LIM e costruzione dei contenuti
L'esempio fornito da G. fornisce lo spunto per un'altra considerazione: quanto investire sulla capacità del SW LIM di costruire documenti (o CDD che si voglia) riutilizzabili e scambiabili con altri docenti? Entra in gioco la propensione di ciascuno di noi a distribuire e/o fornire ad altri propri "prodotti" più o meno finiti. Ma ogni livello di "finitura" implica tempi di lavoro e di ripensamento. Mi fermo rimandando a considerazioni già fatte in un'altra occasione (link).
Qui ci soffermiamo sullo strumento "gestione pagine" che nel SW LIM (nel nostro caso Workspace) permette di vedere la sequenza delle pagine in forma di miniature, cancellare quelle inutili, cambiarle di posto, copiarle ecc, in modo molto immediato.
G. chiede come fare a combinare le poche pagine create nella sessione di brainstorming (e salvate GWB) alle molte della sequenza P.point, pur aperta in Workspace. L'unico consiglio che mi viene è di aprire il più corposo e catturare le pagine del più breve con lo strumento cattura, inserendole in fogli bianchi, che saranno poi adeguatamente collocate con lo strumento gestore di pagina. E' un workaround poco comodo, ma inevitabile se Workspace non è in grado di aprire contemporaneamente due sequenze. (riprenderò il tema con maggior dettaglio nel prossimo incontro) ^

d)
Ancora l'esperienza di G. ci porta ad una considerazione rilevante. G. non aveva a casa il software LIM quando ha provato a costruire il suo lavoro sul modulo da presentare in classe. Ha scaricato il software dal sito del produttore e lo ha installato. Si è presentato in classe con il suo file GWB ma..... la versione del SW non è compatibile e il file non si apre. Lavoro buttato.... La classe sghignazza....
La versione del programma scaricabile oggi (nov 2009) è la 8.8, quella installata a scuola nel settembre 2009 è la 8.0. Il file salvato con la 8.8 non può essere aperto dalla 8.0!!! Sono passati appena 3 mesi!!! Il fatto è che la 8.8 a quanto ne sappiamo non dà la possibilità di salvare in un formato compatibile con le versioni precedenti.
Le soluzioni le potete pensare da voi (backgradare il PC di casa e rifare il lavoro, upgradare il PC della scuola).
Alcune considerazioni:
una scuola che ha più LIM non credo possa permettersi di upgradare la LIM in classe in corso d'anno, dato che nonostante tutte le migliori intenzioni NON E' mai un'operazione indolore o da fare a cuor leggero;
se, come molti dei presenti in aula hanno detto, è opportuno dare a casa agli alunni il programma affinché ci lavorino/giochino (= accumulino esperienza specifica, che tornerà comunque buona in classe, per tutti -è la scelta più saggia che si possa fare!), occorre essere certi che prendano/scarichino la versione giusta.
....quanti problemi per seguire la politica concorrenziale dei produttori di LIM e di Software!!!
Io suggerisco: la scuola definisca la versione del programma in uso e la tenga ferma per l'intero arco dell'anno scolastico in corso (salvo la release di versioni iperstellari che fanno sfracelli e fanno lezione da sole e noi si va a prendere il caffè....). Si producano una serie di CD e/o pennette da passare agli alunni per dare loro la stessa versione del software [sempre ammesso che la licenza lo preveda, ma così dovrebbe essere per il Piano di Diffusione.....]^

e)
Sul modo di vivere il web 2.0 da parte degli alunni della scuola media segnalo la prima parte dell'intervento di Paolo Ferri "Nativi digitali, una razza in via di apparizione" al convegno I Nati Digitali (Milano 20 marzo 2009) del quale è visibile QUI l'integrale audio video.^


CONCLUSIONE

Oggi si è lavorato a botta e risposta su input dei presenti, e l'incontro non è certo stato lineare. Ma i temi toccati sono stati tanti e di grande interesse. Attendo quindi on line vostri interventi, considerazioni, nuove proposte.

Nell'intervallo tra questo e il prossimo incontro vi chiedo (lavoro online) di:

Roberto Bondi (bondi@isicast.org)
MST Bo IC 14, 20 novembre 2009

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