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....ovvero la LAVAGNA DIGITALE  e il tempo del docente.
[altre considerazioni sull'uso della LD in classe,  di Roberto Bondi]

L'uso della LD, a prescindere dai tempi più lunghi dovuti alla necessità di prendere dimestichezza con i comandi e le modalità operative della prima fase, comporta maggiori tempi di lavoro per il docente? Sono quantificabili? E' solo questione di preparare le lezioni? E il tempo speso in questa fase preparatoria tornerà utile quando gli oggetti digitali saranno riutilizzati in altre classi?

Vi dicevo nel link che porta a questa pagina che ..ho barato!. Ho barato perché le "lavagnate" che vi ho proposto non sono quelle che ho effettivamente utilizzato in sede di presentazione il 15 aprile (chi c'era lo noterà sicuramente). Quelle salvate in loco le ho aperte, non mi piacevano e non volevo sottoporvele così come erano, e ci sono tornato sopra, riprendendo la LIM, con gli stessi strumenti che ho utilizzato LIVE, nulla di più. Le immagini che vi ho proposto sono probabilmente quelle che avrei voluto proporvi, forse con tempi meno pressanti, ....forse .... ecc ecc.
Risultato: il 15 aprile ho parlato circa 30 minuti. Sotto avevo un insieme di pagine web e di programmi aperti, che avevo preparato in circa 15 minuti per non dover  cercare pagine e attivare link durante l'intervento. Finito l'intervento ho salvato le immagini in 1 minuto, prima di spegnere e riporre l'attrezzatura. Ho rileborato il file, che vi propongo sia in PDF che in immagini BMP, in circa 1 ora, due giorni dopo. Sono tempi reali che voglio sottoporre alla vostra attenzione in questa appendice.

Cosa succede quando lavoriamo in classe? Probabilmente è la stessa cosa. Chi ha già sperimentato la LD, specie nel modo "soft" sul quale insisto (utilizzo di immagini e pagine web più che learning object), ha sottolineato l'importanza e la praticità della distribuzione a posteriori delle videate salvate (o al limite stampate) agli studenti, magari appoggiando il file all'LMS che supporta il nostro lavoro. Quando ho utilizzato la LD in un corso scolastico, mi sono ritrovato tutte le volte a voler ritoccare il documento distribuito. E i tempi in proporzione sono circa questi. Non sono enormi, ma ci sono.
Sotto covano altri problemi, perà. E' un documento significativo quello che otteniamo salvando le videate? Probabilmente sì, soprattutto per chi era presente, e in questo senso può valere anche la sola versione grezza, non ritoccata. Per chi era assente è necessario qualcosa di più, probabilmente anche l'audio con una qualche forma di sincronizzazione. Le lavagne commerciali propongono tools di registrazione sincrona di un flusso audio-video. Ma anche ottimi applicativi Free o Open Source possono essere utilizzati, e penso a Wink e alla vecchia versione di Camstudio (ma ce ne sono sicuramente tanti altri). Di sicuro però i tempi di preparazione si allungano, serve qualche competenza (..sapersi destreggiare con il digitale, al solito) in più, e si pone poi il problema del peso in MB dell'oggetto che dobbiamo collocare e/o distribuire. Il tempo insomma si dilata, inevitabilmente, e così le problematicità tecniche: cresce allo stesso tempo perà la ricchezza, in termine di significatività. Al solito siamo di fronte ad un trade off  dove la risposta cambia al cambiare delle persone e dei contesti, e va cercata e definita docente per docente, caso per caso.

Ancora: la LD è di fatto uno strumento che produce documentazione? in diverse presentazioni ho visto sottolineare questa caratteristica come elemento vincente della soluzione LIM. Non credo, o almeno così ci ha mostrato la nostra esperienza di Schoolsuite, quando abbiamo chiesto ai docenti che si erano più di altri lanciati nella sperimentazione con le classi di condividere i materiali "prodotti" ad uso dei colleghi. I materiali, a detta in primo luogo degli stessi autori, erano poveri ed insoddisfacenti, in qualche modo lontane ombre del momento in cui, durante l'evento lezione, nell'interazione tra docente e classe, nei momenti di scoperta e di entusiasmo, la LD aveva esplicitato tutta la sua potenzialità. La LD è in primo luogo uno strumento che valorizza il processo, e così va studiata e pensata quando la si introduce nel proprio lavoro. Ha anche la capacità di agevolare la produzione di documentazione, ma è una funzione accessoria, secondaria. La documentazione può uscire in modo più o meno automatico, più o meno mediato, può esserci o no, ma non è assolutamente su quello, crediamo, che occorre focalizzare l'attenzione quando la si va ad introdurre in classe.

E infine LD vs. Powerpoint.
Powerpoint, ma è meglio ampliare il concetto a tutti i software autori di videopresentazioni, sono strumenti validissimi. Tutti li usiamo e non riusciamo a farne a meno, quando si tratta di supportare un intervento in pubblico. La maggioranza dei docenti conosce e sa utilizzare powerpoint. Quando si associa l'idea di "preparare le lezioni" [e anche il 15 aprile abbiamo sentito quanto questo sia ancor piè necessario con l'uso sistematico della LD] a quella di "utilizzare il digitale" viene quasi naturale pensare alla predisposizione di una serie di slides. L'idea di una lezione strutturata, da poter riutilizzare una seconda o una terza volta, è ugualmente associata ad una serie di slides da riutilizzare, magari con pochi ritocchi e riadattamenti, che non richiedono tempi rilevanti di modifica del file.
Powerpoint è anche un po' abusato nelle scuole, ed è molto spesso proposto ed utilizzato, forse per la sua immediatezza e per il fatto di essere già conosciuto dal docente più di altri software autore, per creare documenti multimediali da presentare sul PC, indipendentemente dall'uso nel contesto di unu presentazione pubblica. In sostanza lo si utilizza per realizzare il prodotto finale di una ricerca o di un'attività didattica, o per documentare un percorso, al posto di software più adatti ma di sicuro anche più complessi (con buona pace del webmaster che dovrà poi fare i salti mortali per "mettere il file sul sito della scuola!").
Quando con Schoolsuite abbiamo affrontato, senza esperienze specifiche di riferimento (era l'autunno/inverno 2006), un primo percorso di introduzione delle LIM, quasi tutti i partecipanti hanno visto nella possibilità di utilizzare le sequenze di slides già in loro possesso o che sapevano bene o male produrre, così nello stato in cui si trovavano e senza necessità di rielaborazione, un punto di forza del nuovo strumento. Anche l'idea di salvare e distribuire le videate ottenute con la LD è in realtà figlia diretta della pratica acquisita con Powerpoint e simili.
E non sorprende che, in uno dei miei primi interventi di formazione sull'uso della LD, quando ho chiesto di produrre un primo esempio di lavoro da utilizzare in classe con il software per LIM che stavamo studiando (si trattava del software Interwrite Workspace), lo sforzo dei più si è concentrato nel cercare e riproporre sulle videate successive dello specifico applicativo le pratiche ed i risultati che conoscevano e sapevano ottenere in Powerpoint.
Se Powerpoint è l'unico strumento digitale conosciuto è inevitabile partire di qua. Ritengo però che sia decisamente opportuno riportarlo allo scopo specifico per il quale è nato, e per il quale è insostituibile: il supporto di un intervento monodirezionale, di una "lezione". Ma qual è, anche nella scuola superiore, lo spazio effettivo che l'intervento frontale oggi ha (o sarebbe bene avesse) sul totale del tempo speso in classe dal docente? La LD accompagna e potenzia l'attività nello spazio classe su tutta la sua durata, ed è soprattutto nei momenti di maggiore interazione che va utilizzata, e questi NON sono momenti powerpoint. Sono altri probabilmente i software da valorizzare, ed il tempo da spendere per preparare un supporto powerpoint al discorso del docente (e sappiamo bene per esperienza che ogni volta che si lavora su una sequenza di slide è normale perdere tempo per sistemare l'aspetto estetico complessivo) può essere meglio speso per predisporre un brogliaccio fatto di riferimenti, links, percorsi di pagine e risorse web, aperti a letture differenti ed a continui cambi di rotta, che saranno poi imposti dall'interazione con la classe. La LD è sopra ogni altra cosa uno strumento VERSATILE.
Il tempo speso sullo studio e la pratica di software specifici per la propria disciplina (dai software di analisi matematica, ai software didattici per lo studio delle lingue o degli aspetti lessicali ecc) è probabilmente meglio speso nella fase iniziale di approccio allo strumento che non il tempo passato ad affinare software di presentazione. Saper utilizzare un software per la rappresentazione di mappe concettuali è sicuramente un investimento molto redditizio nell'ottica di un intervento di formazione iniziale.
Potete immaginare quanto mi piaccia l'idea, che ho sentito ventilare, di un possibile accordo dei diversi produttori di LIM commerciali per convergere verso il formato Powerpoint, quale formato comune per lo scambio e la ripresa su diversi hardware di file editabili, sviluppati dai docenti sui sistemi autore proprietari che accompagnano ogni LIM commerciale! 


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