www.isicast.org - Didattica e Tecnologie (a cura di Roberto Bondi)

Roberto Bondi
TRACCIA DELL'INTERVENTO ALLA TAVOLA ROTONDA "LIM: UTILI O FUTILI?"

Istituto Aldini Valeriani, 15 aprile 2009

Tema: futile, utile, o forse addirittura indispensabile? La LIM e la sua introduzione a scuola, in un mondo sempre più connotato dalle tecnologie digitali, e dai tanti divari (DIVIDE) che il digitale porta con sè

intro:
preferisco Lavagna Digitale a LIM (richiamo all'incipit intervento di Leonardo Tosi).
La LD nell'esperienza del Progetto Marconi: l'operazione Schoolsuite introduce 120 lavagne in più di 100 scuole bolognesi -qualcosa si può leggere a partire da qui-. Non c'erano molte esperienze di riferimento. Abbiamo avuto esempi di grandi risultati [citazione dell'esperienza di Giusy Grasselli all'IC di Argelato] e qualche caso di LD finita sotto cellophane. In mezzo ci sono tutte le possibili situazioni intermedie.
La LD nell'esperienza di Isicast (IIS Caduti della Direttissima - Castiglione dei Pepoli, la LD viene introdotta con Schoolsuite): confronto tra la soluzione "aula lavagna condivisa" e "lavagna al posto dell'ardesia in una specifica classe" -qualcosa si può leggere nell'intervista su www.innovascuola.gov.it)-. Sul confronto tra le due soluzioni, aula ad hoc o normale classe, sottoscrivo al 100% quanto riportato da Leonardo Tosi nel suo intervento, sull'esperienza della lavagna in classe non posso che riportare le stesse considerazioni riportate da Silvia Fontana e da Aluisi Tosolini per il IV Liceo di Parma: i conti tornano insomma.

la LD oggi, e Wiidea:
Tema dei Nativi Digitali: il quadro descritto dagli osservatori in termini di comportamenti, di apprendimenti, di attribuzione di valore in termini di comunicazione, caratterizza l'atteggiamento di gran parte dei nostri alunni. L'impiego di tecnologie digitali nella pratica prima quotidiana e poi professionale DIVIDE in modo consistente i docenti e gli alunni. [citazione di una indagine statistica in corso di rielborazione nel mio istituto che cerca di quantificare la consistenza di questo divide - a breve il link, per ora solo le immagini allegate in fondo con alcune anteprime][citazione dei lavori di Paolo Ferri].
La consapevolezza e l'accettazione di questo divario {iniziale?}è il punto di partenza per accendere la Lavagna Digitale in classe:
La LD, che DEVE permettere l'accesso diretto alle risorse di internet, rappresenta una finestra aperta sul mondo. Ma si tratta di un mondo digitale. Chi ha poca dimestichezza con le tecnologie digitali fatica a scorgerne tutte le potenzialità, e a volte anche le possibilità più semplici per iniziare il percorso, ma non può per questo scegliere di restarne fuori. [e in ogni caso non accettate la presenza in classe di una LD senza la connessione internet, semplicemente non ha senso, e, wireless o wired che si voglia, non può essere un problema insormontabile il collegarla!]

Esempi di mondo digitale che entra in classe attraverso la LD: un software di geometria che mostra la variazione di una retta al variare di un parametro della funzione, un software didattico per la scuola primaria sulla costruzione della frase, l'accesso a testi letterari liberamente disponibili in rete, con la possibilità di visualizzare al volo la versione originale manoscritta e saltare al lemma problematico su di un vocabolario liberamente disponibile on line, l'uso di immagini, filmati e suoni (l'ha appena ottimamente mostrato Silvia Fontana nel suo intervento e non lo ripeto), la possibilità di comporre a più mani un testo (una ricerca, un cartellone) utilizzando i semplici strumenti del web 2.0, come i wiki, ma potrebbero essercene a migliaia.

Sono esempi banali e noti che ci ribadiscono però che: il mondo digitale che può (DEVE?) entrare in classe è enorme, ampio, articolato, multilivello. E 1000 e più sono le vie di entrata possibili per i docenti e gli studenti. Un approccio di "basso profilo" (niente learning object complessi, solo software già conosciuti, magari in modo incerto, l'uso di immagini e documenti presi dalla rete con qualche segnatura/commento da fare in diretta) può comportare tempi lunghi e fasi di stallo, e soprattutto di sottoutilizzo delle attrezzature. Possono sorgere difficoltà non irrilevanti nell'accettare come singoli e come istituzione scolastica  la sottoutilizzazione di una LIM commerciale di costo inevitabilmente rilevante. La wiidea nasce anche per questo: dare modo a docenti ed alunni di giocare con il nuovo strumento senza avere pressione di sorta. Se le cose girano a dovere non si è perso nulla, un PC ed un videoproiettore si utilizzano comunque.

Un altro fatto importante va sottolineato. La LD è in sostanza un sistema di puntamento, per dirla in modo ancor più semplice, è un mouse. Sono i programmi che girano sul PC pilotato dalla LD a produrre effetti. Tutti i programmi possono essere utilizzati dalla LD. Sta a noi come utilizzatori decidere se questo o quell'applicativo è sensato e "ricco" da un punto di vista educativo se viene usato in piedi davanti alla classe, o se piuttosto è meglio continuare ad utilizzarlo da seduti, magari digitando sulla tastiera di un PC videoproiettato. La LIM è tutta qui. Trovo spesso fuorviante per i docenti l'inevitabile approccio dei produttori commerciali che presentano il prodotto LIM come un tutt'uno, dove Hardware e Software sono quasi indistinguibili, e fanno emergere l'idea di una LIM come un elettrodomestico, già utilizzabile possedendo due o tre specifiche sequenze di comandi. Ma rimando per questo alla sezione "Software" del documento che introduce Wiidea.

Qualche consiglio pratico:
  1. ...convergenza sia! [cfr. i temi della convergenza e della rimediazione] la LD che accendiamo in classe è tremendamente versatile: favoriamone l'uso eliminando dalla scuola le modalità di accesso agli elementi multimediali che utilizzano device diversi monofunzionali e che possono essere egregiamente sostituiti dal kit LD+PC+Videoproiettore [via i lettori CD, via i carrelli TV con videoregistratori e lettori DVD, via i lettori di diapo, via le carte geografiche da richiedere ad hoc di volta in volta.
  2. studenti al centro (cfr le citazioni di Prensky e tanti altri): il docente guida, chiede, commenta, se vuole comanda... ma le mani fatele muovere ai ragazzi.
    ..ma il libro di testo allega un CD audio, e il PC non ha il lettore..... serve una tale sequenza di un film, ma non abbiamo idea di come estrarla... non sappiamo come adattare una certa vista di google earth ....  non sappiamo che un servizio come flickr ha una database di fotografie che ci illustrano ogni dettaglio del mondo.....   sicuramente in ogni classe c'e' qualcuno che lo sa fare, e se glielo chiediamo nei modi e nei tempi giusti sarà contentissimo di farlo... il risultato di questo lavoro preparatorio sarà poi utilizzato in classe a vantaggio di tutti  (e ad onore di chi l'ha fatto)
  3. sopportate la bassa qualità, soprattutto all'inizio. Facciamo una chiamata skype per far intervenire in classe un esperto da lontano (esempio reale, banalissimo nella sua realizzazione tecnica: in una lezione sullo sviluppo sostenibile un collega chiama skype, con un video traballante e l'audio incerto, ma comprensibile, un amico missionario in Brasile), non aspettiamoci una qualità da collegamento televisivo. Cominciamo a proiettare immagini direttamente dalla rete, non aspettiamoci di poter lavorare su un prodotto editoriale curato e finito. Non siamo registi, siamo docenti, e siamo in classe con una pseudo gesso in mano davanti ad una finestra aperta. Pensiamo che l'alternativa è "..ragazzi guardate l'immagine di pag. 436..... oppure ...nella fotocopia che vi ho distribuito...". Creiamo significati, messaggi ricchi e finalizzati. La rifinitura dei dettagli e la formattazione necessaria per creare un documento presentabile da archiviare e magari riutilizzare e far riutilizzare richiedono tempo, tecnica, preparazione. Col tempo verranno, per approssimazioni successive, ma non è un obbiettivo immediato quando cominciamo ad usale la LD. [cfr. il tema dei gourmets delle TIC, es. in F.Pedrò]
  4. i docenti che vogliono (devono?) accendere la LD e metterci mano, si leggano il documento integrale di analisi del Progetto Digiscuola redatto dall'equipe del Cremit di Uni. Cattolica di Milano coordinata dal Prof. Pier Cesare Rivoltella per l'ANSAS. C'e' davvero tanto. Si può trovare la versione completa -Report a luglio 2008-  qui.
  5. LD e ambiente di apprendimento (LMS, in primis Moodle) di istituto è davvero un connubio vincente. Ma qui si complicano un po' le cose e mi fermo per ora subito. L'idea è questa: supportare la didattica scolastica con una strumento e-learning arricchisce le pratiche di classe, e soprattutto convoglia su tecnologie digitali molte interazioni docente-studenti, e tra studenti. La presenza di una LD in classe permette di valorizzare al massimo la ripresa di questi elementi, ed il commento e la ripresa degli elaborati, digitali, consegnati dai ragazzi ai docenti sulla piattaforma valorizza al massimo la LD. E' davvero un circolo virtuoso. Ma una soglia d'uso accettabile dell'LMS è indispensabile per innescarlo.
Problemi di formazione:
Ben vengano le iniziative ministeriali e/o provinciali. Ma l'uso reale della LD in classe passa per una inevitabile azione, formale o informale che sia, dentro al collegio dei docenti, un'azione porta a porta (delle classi ben inteso!) verso docenti e studenti [Fondamentale: trovate modo di coinvolgere gli studenti nei processi di formazione interni agli istituti!]. Siate concreti nell'individuare percorsi anche minimi ma plausibili, che si fondano su pratiche conosciute ed in qualche modo già metabolizzate. Può essere utile uno schema di riferimento così fatto:

possibile impostazione della formazione sulla LD
Mappiamo i docenti ai quali ci riferiamo in base alla loro attitudine didattica verso modelli trasmissivi o collaborativi (asse orizzontale) e alla loro padronanza di tecnologie digitali (asse verticale). La azioni mirate soprattutto all'addestramento ai comandi di base della LD (che in realtà moltissimi colleghi chiedono a gran voce appena si ventila la possibilità di avere la LIM) valgono solo per chi si colloca già nella parte alta dello schema. Ammesso che il punto di arrivo ideale del processo di formazione sia un docente che applica le tecnologie (con o senza LD) in una didattica improntata alla collaborazione (ed in questo senso cfr. l'intervento di P.C.Rivoltella a Milano -qui-, in particolare la contrapposizione tra un uso 1.0 della LD e un uso 2.0, i "rischi" di un uso 1.0, il limitarsi dell'uso 1.0 -in sostanza supporto ad una didattica unidirezionale di tipo trasmissivo- come occasione persa in questa fase di introduzione delle LD), sembra oltremodo difficile arrivarci con un'unica azione {LINEA GIALLA}. Ma azioni "diagonali" di corto raggio sono possibili. Meglio puntare a più concreti passaggi graduali e successivi (es. affiniamo la tecnica, lo strumento induce e favorisce pratiche collaborative, {LINEA MARRONE}:  io personalmente ho seguito un percorso di questo tipo, ma sono di formazione tecnica, non didattico-pedagogica), oppure puntiamo in primo luogo a modificare la didattica in senso cooperativo, perché le tecniche che metteremo in campo indurranno e richiameranno da sè l'uso di strumenti e tecniche digitali {LINEA BLU}. Saremo nei prossimi mesi, come Gruppo Marconi, probabilmente coinvolti in un progetto di questo tipo, inserito nel framework del Piano Telematico Regionale della Regione Emilia Romagna (PITER) e coordinato dal Prof. Enzo Zecchi di Reggio Emilia, dove dovremmo fornire il supporto tecnico all'azione prevista.
La nostra esperienza ci dice però che difficilmente i percorsi di formazione (e ne abbiamo fatti tanti negli ultimi tempi) riescono quando puntano verso obbiettivi non ben definiti o troppo ambiziosi, e così anche quando si rivolgono in modo identico ad un insieme di persone che si collocano all'inizio sui diversi quadranti dello schema.

outro:
le conclusioni...... non le ho! Mi sento parte di un mondo in rapida evoluzione, complicato ma terribilmente interessante. Gli spunti sono tanti, e tante sono le vie per cominciare a svilupparli ed approfondirli, spero solo di essere riuscito ad indicarvene qualcuna di vostro interesse.
Chiudo allora con Wiidea.
Non ho utilizzato un Powerpoint [mi adeguo all'insano uso corrente di definire l'insieme di slides con il nome di UNO dei possibili applicativi per ottenerlo!]. Avevo un canovaccio fatto di pagine internet e di programmi per comodità già aperti sul PC, ma che con qualche minuto in più a disposizione avrei potuto aprire di volta in volta. Qui davanti a voi, in piedi, ho semplicemente utilizzato questa LD per saltare da questo a quello e supportare il discorso con immagini, links e qualche (pochi) tocchi di penna. Avete visto che pochissime sono state le volte che ho dovuto sedermi e toccare la tastiera del PC. La LD è questo. O meglio, anche per chi non è particolarmente esperto può essere semplicemente questo, da subito.
Ho utilizzato l'attrezzatura minima che qui vedete: un ultramobile ASUS, un videoproiettore appoggiato sulla cattedra, due classici bristol bianchi 50x70 attaccati mezz'ora fa con lo scotch, un telecomando della Nintendo Wii, le conoscenze sulle procedure che abbiamo maturato insieme ai colleghi nel progetto Wiidea. Ha funzionato senza intoppi. L'uso minimo della LD low-cost lo avete visto in diretta. Se sia stato o meno influente o efficace .... dovete dirlo voi. Tutto quello che ho fatto qui, se si esclude  il sistema operativo (venduto in bundle con il PC) e il software del bluetooth (venduto in bundle con il dongle), l'ho fatto utilizzando software liberi, freeware o opensource. E ancora con questi strumenti ho ottenuto la documentazione che vi allego. La sala conferenze non aveva una LD, nella scuola che ci ospita non avevano mai messo in piedi una wiimote whiteboard, e in circa 20 minuti siamo diventati operativi, in un contesto non semplice [200 persone, esigenza di doppia proiezione]. Ci abbiamo giocato insomma, insieme. Si può.

per info e richieste varie non esitate: bondi{at}isicast.org, oppure wiidea{at}usp.scuole.bo.it

allego:
Lavagnate utilizzate durante l'intervento: file PDF circa 1,7 MB, ottenuti con il freeware Easy Whiteboard e l'open source PDFCreator
Lavagnate utilizzate durante l'intervento: file immagine zippati, circa 2,4 MB, ottenuti con il freeware Easy Whiteboard
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......però sulle Lavagnate ho barato! leggi qui >> (altre considerazioni sull'introduzione della LD in classe).


link ai software appena citati: easy whiteboard (segnatura di videate, salvataggio, per windows), pdfcreator (ottenimento di file pdf, ,  windows), kompozer (editor web, multipiattaforma)

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