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Prima del 1913 non esisteva nessuna via di comunicazione ferroviaria diretta tra Bologna e Firenze.
I lavori per la sua costruzione impegnarono molti uomini, provenienti in maggior parte dai paesi dell'Appennino tosco-emiliano. Per la costruzione della grande galleria, detta appunto la "Direttissima", questi operai furono costretti a lavorare a ritmi serrati, in condizioni pessime.
Uso massiccio di esplosivo per l'avanzamento degli scavi, rischio continuo di crolli e cedimenti, polvere a non finire: per moltissimi di loro la silicosi.
Alla memoria di tutti coloro che hanno pagato con la vita la realizzazione della ferrovia è stata intitolata questa scuola.
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