PERCHE' "CADUTI DELLA DIRETTISSIMA"

di Silvia Stefanacci 5Ar 99-00

La "Direttissima", ovvero l'innovativa via di comunicazione ferroviaria inaugurata nel 1934, ha permesso i collegamenti a soli 328 m.s.m., tra Bologna e Firenze, attraverso la galleria lunga 18 km. La progettazione e la sua realizzazione furono un vero miracolo d'ingegneria; ricordiamo che furono necessari ben 50 anni per progettarla e oltre 30 anni per costruirla. Nel 1884 l'ingegner Giovanni Protche, costruttore della Porrettana, presentò il progetto decisivo nel quale veniva preso in esame il tracciato lungo le valli del Setta e del Bisenzio (i due fiumi più importanti della zona), le quali, sfruttando le loro tenui pendenze, facilitavano l'attraversamento degli Appennini. Solo nel 1908, dopo la morte di Protche, fu approvata in Parlamento la legge n.444, con la quale potevano avere inizio i lavori di realizzazione. Di fatto, quest'ultimi cominciarono solo nel 1913 e, a cavallo della I Guerra Mondiale, subirono un rallentamento riprendendo poi nel 1919. La galleria o, come molti la definiscono, "l'espressione dell'ingegno e dell'ardire dell'uomo", ha impegnato molti lavoratori, provenienti da tutt'Italia e in particolar modo dai paesi tosco-emiliani. Il prezzo che gli operai hanno dovuto pagare è stato però troppo alto. Pessime le loro condizioni sul lavoro; leggendo le numerose testimonianze prendiamo atto che i minatori avrebbero voluto sollevare proteste e ribellarsi contro tali soprusi, ma le condizioni economiche non permettevano loro questo "lusso".Un'assicurazione sul lavoro li tutelava, sebbene in minima parte, in caso di malattia o di incidente grave attraverso un risarcimento momentaneo e non una pensione permanente. Dall'assicurazione concessa era esclusa ogni tutela contro quella grave malattia alla quale erano soggetti: la Silicosi, causata dall'inalazione di polveri, che ha ucciso o ridotto all'invalidità la maggior parte degli operai della "Direttissima Bologna \Firenze". Dobbiamo denunciare scandalosamente che questa grave malattia, per lungo tempo, non è stata riconosciuta dallo Stato Italiano e di conseguenza molti invalidi non sono riusciti a conseguire quanto avrebbero dovuto ottenere. L'altro inconveniente di questo settore erano gli incidenti sul lavoro. Durante l'avanzamento per la realizzazione della galleria, si sono verificati crolli ed esplosioni per i gas o le mine: sono caduti sul lavoro ben 99 uomini, i quali hanno dato la loro vita per la realizzazione dell'opera. Per questo, oggi, vengono ricordati sulle due lapidi affisse all'entrata della stazione di Prato. In loro memoria è stata dedicata la nostra scuola, i "Caduti della Direttissima".

Ingrandimento foto lavoratori

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